Estate significa passeggiate, escursioni, giornate in campagna e più tempo trascorso all’aria aperta. Ma proprio durante questi mesi aumenta anche la possibilità di entrare in contatto con le zecche.
Una puntura di zecca non significa automaticamente aver contratto un’infezione, ma è importante sapere come comportarsi e quali segnali osservare nelle settimane successive.
Tra le infezioni trasmesse dalle zecche, una delle più conosciute in Europa è la malattia di Lyme, o borreliosi di Lyme, provocata da batteri appartenenti al complesso Borrelia burgdorferi.
Una delle domande più frequenti è però questa:
dopo una puntura di zecca bisogna fare subito gli esami del sangue?
Malattia di Lyme: quali sintomi osservare?
Uno dei segni più caratteristici della malattia di Lyme è l’eritema migrante.
Si tratta di un arrossamento cutaneo che tende progressivamente ad allargarsi e che può comparire nei giorni o nelle settimane successive alla puntura.
Contrariamente a quanto spesso si pensa, non deve necessariamente avere il classico aspetto “a bersaglio”.
Tra gli altri possibili sintomi iniziali possono comparire:
- febbre;
- stanchezza;
- mal di testa;
- dolori muscolari o articolari;
- malessere generale.
Un piccolo arrossamento comparso immediatamente intorno alla zona della puntura e destinato a scomparire rapidamente può invece essere una semplice reazione locale.
In presenza di una lesione che aumenta progressivamente di dimensioni o di altri sintomi è opportuno rivolgersi al proprio medico.
Dopo una puntura di zecca bisogna fare subito il test?
È uno degli aspetti più importanti da conoscere.
Gli esami utilizzati nella diagnosi della malattia di Lyme ricercano principalmente la presenza nel sangue degli anticorpi prodotti dall’organismo contro Borrelia.
Il problema è che questi anticorpi non compaiono immediatamente.
Nelle prime settimane dall’infezione la loro concentrazione potrebbe essere ancora troppo bassa per essere rilevata.
Di conseguenza, un esame effettuato troppo precocemente può risultare negativo anche in presenza dell’infezione.
Per questo motivo non è consigliabile decidere autonomamente di sottoporsi al test pochi giorni dopo una puntura semplicemente per “stare tranquilli”.
La valutazione del medico permette di stabilire se il test sia necessario e soprattutto quando sia opportuno eseguirlo.
L’eritema migrante richiede sempre un esame del sangue?
Non necessariamente.
In presenza di un eritema migrante tipico, le principali raccomandazioni internazionali prevedono che la diagnosi possa essere essenzialmente clinica.
Proprio nella fase iniziale, infatti, il test sierologico potrebbe ancora essere negativo.
Questo è un esempio importante di come un esame di laboratorio non debba mai essere considerato isolatamente.
Sintomi, storia della persona, possibile esposizione e momento in cui viene effettuato il prelievo sono tutti elementi fondamentali per interpretare correttamente il risultato.
Quando gli esami per la malattia di Lyme sono utili?
La sierologia può essere particolarmente importante quando il medico sospetta la malattia di Lyme sulla base dei sintomi e della possibile esposizione, ma non è presente il caratteristico eritema migrante.
L’indagine diagnostica può prevedere test sierologici eseguiti secondo protocolli specifici e, in alcune circostanze, un secondo controllo se il primo esame è stato effettuato nelle fasi iniziali.
Anche in questo caso la tempistica è fondamentale.
Un test positivo significa avere ancora la malattia?
Non sempre.
Gli anticorpi contro Borrelia possono rimanere rilevabili nel sangue anche per molto tempo dopo un’infezione.
Per questo motivo un risultato positivo deve essere interpretato dal medico nel contesto della situazione clinica e non può essere utilizzato da solo per stabilire se un’infezione sia recente, passata o ancora attiva.
Cosa fare quando si trova una zecca sulla pelle?
La zecca deve essere rimossa il prima possibile e correttamente, evitando manovre improprie.
Successivamente è importante controllare la zona interessata e prestare attenzione all’eventuale comparsa di sintomi durante le settimane successive.
Se compaiono un arrossamento che si allarga progressivamente, febbre, forte stanchezza, dolori articolari o altri disturbi, è consigliabile rivolgersi al medico.
Il momento giusto conta
La malattia di Lyme ci ricorda un principio fondamentale della medicina di laboratorio:
non è importante soltanto quale esame viene eseguito, ma anche quando viene eseguito.
Per informazioni sugli esami disponibili e sulle modalità di esecuzione dei prelievi è possibile rivolgersi al Laboratorio Analisi Ars Sana.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere del medico.
Fonti scientifiche di riferimento: ECDC – European Centre for Disease Prevention and Control; CDC – Centers for Disease Control and Prevention; NICE; IDSA.



