In estate bere correttamente è fondamentale per il nostro organismo. Ma lo stato di idratazione può avere un ruolo anche quando ci sottoponiamo agli esami di laboratorio.
Con l’arrivo delle giornate più calde pensiamo all’idratazione soprattutto come a un modo per combattere la sete e sopportare meglio le alte temperature.
In realtà, l’equilibrio dei liquidi è coinvolto in molti processi del nostro organismo e può avere riflessi anche su alcuni parametri rilevati attraverso gli esami del sangue e delle urine.
Quando fa molto caldo perdiamo infatti una maggiore quantità di acqua, soprattutto attraverso la sudorazione. Se questi liquidi non vengono adeguatamente reintegrati, può verificarsi una condizione di disidratazione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che il caldo intenso può sottoporre a maggiore stress diversi organi, in particolare cuore e reni, e raccomanda duran
La disidratazione può influenzare gli esami del sangue?
Sì, alcuni valori possono risentire dello stato di idratazione dell’organismo.
Quando diminuisce la quantità di acqua presente nel corpo, può ridursi anche la componente liquida del sangue, il plasma. Di conseguenza alcune sostanze o componenti cellulari possono risultare più concentrate.
Un esempio è rappresentato dall’ematocrito, cioè la percentuale del volume del sangue occupata dai globuli rossi. La disidratazione è una delle condizioni che possono contribuire alla rilevazione di valori più elevati.
Questo, naturalmente, non significa che un risultato alterato dipenda necessariamente dal caldo o dal fatto di aver bevuto poco.
Ogni risultato di laboratorio deve essere interpretato dal medico considerando nel complesso le condizioni della persona, la sua storia clinica e gli altri parametri rilevati.
Elettroliti e reni: perché l’acqua è così importante
Sodio, potassio e altri elettroliti svolgono un ruolo essenziale nel mantenimento dell’equilibrio dei liquidi e nel corretto funzionamento dell’organismo.
Quando si sospetta una disidratazione, il medico può valutare anche esami relativi agli elettroliti, alla funzionalità renale e alle urine.
I reni, infatti, svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione dell’acqua e dei sali minerali presenti nel nostro corpo e possono essere particolarmente sollecitati in condizioni di caldo intenso e importante perdita di liquidi.
Prima del prelievo posso bere acqua?
Una delle convinzioni più diffuse è che presentarsi a digiuno per un prelievo significhi non poter bere neppure acqua.
In realtà, non è necessariamente così.
Le raccomandazioni elaborate dalla European Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine (EFLM) prevedono generalmente la possibilità di bere acqua anche quando è richiesto il digiuno.
Esistono però esami e situazioni particolari per i quali possono essere fornite indicazioni differenti.
La regola più semplice è quindi seguire sempre le istruzioni ricevute dal medico o dal laboratorio prima del prelievo.
Non conta soltanto ciò che mangiamo
La corretta preparazione agli esami inizia prima di entrare in laboratorio.
Esiste infatti una fase, chiamata fase preanalitica, che comprende tutte quelle condizioni che precedono l’analisi vera e propria del campione.
Tra i fattori che, a seconda dell’esame effettuato, possono influire sui risultati troviamo:
- alimentazione e durata del digiuno;
- attività fisica;
- consumo di alcol;
- caffeina;
- fumo;
- condizioni di idratazione.
Per questo motivo è importante attenersi alle indicazioni ricevute e comunicare eventuali circostanze particolari al personale sanitario.
In estate ascoltiamo anche i piccoli segnali
Sete intensa, stanchezza, vertigini, riduzione della quantità di urine o urine particolarmente concentrate possono essere segnali di una perdita significativa di liquidi.
Durante le ondate di calore è opportuno prestare maggiore attenzione soprattutto a persone anziane, bambini e soggetti affetti da patologie croniche, in particolare cardiovascolari, renali o metaboliche.
La prevenzione parte da alcune semplici abitudini:
bere regolarmente, evitare per quanto possibile le ore più calde della giornata e non sottovalutare segnali insoliti del nostro organismo.
Prepararsi bene al prelievo fa parte dell’esame
Un prelievo dura soltanto pochi minuti, ma la qualità del risultato dipende da molti fattori.
Anche durante l’estate, quindi, prepararsi correttamente agli esami significa contribuire all’affidabilità delle informazioni che il laboratorio mette a disposizione del medico e del paziente.
Per qualsiasi dubbio sulla preparazione agli esami o sulle modalità di esecuzione dei prelievi è possibile rivolgersi al Laboratorio Analisi Ars Sana.
Fonti
Contenuti elaborati sulla base delle indicazioni e della letteratura divulgativa di World Health Organization (WHO), European Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine (EFLM), MedlinePlus – U.S. National Library of Medicine, Mayo Clinic, Cleveland Clinic e NHS.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno esclusivamente finalità informative e divulgative e non sostituiscono il parere del medico né le indicazioni specifiche fornite per l’esecuzione dei singoli esami.



