Le nuove linee guida americane del 2026 richiamano l’attenzione sulla lipoproteina(a), un fattore di rischio cardiovascolare spesso poco conosciuto. Ecco perché il tradizionale controllo del colesterolo potrebbe non raccontare tutta la storia.
Controllare il colesterolo è una delle abitudini più diffuse quando si parla di prevenzione cardiovascolare. Ma avere valori nella norma significa necessariamente essere al riparo da infarto e ictus?
Non sempre. Esiste infatti un parametro del sangue, chiamato lipoproteina(a), o Lp(a), che può contribuire al rischio cardiovascolare anche quando i livelli del colesterolo LDL, comunemente definito “cattivo”, risultano apparentemente rassicuranti.
A riportare l’attenzione su questo indicatore sono le nuove linee guida pubblicate il 13 marzo 2026 dall’American College of Cardiology e dall’American Heart Association, due tra le più autorevoli organizzazioni scientifiche internazionali in ambito cardiovascolare.
Che cos’è la lipoproteina(a)?
La lipoproteina(a) è una particella presente nel sangue, simile al colesterolo LDL, ma caratterizzata dalla presenza di una proteina aggiuntiva chiamata apolipoproteina(a).
La sua concentrazione dipende prevalentemente da fattori genetici e tende a rimanere relativamente stabile nel corso della vita.
Valori elevati sono associati a un maggiore rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, come infarto e ictus ischemico, e alcune patologie della valvola aortica.
L’aspetto interessante è che la Lp(a) non viene normalmente misurata attraverso il classico esame del colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi.
Per conoscerne il valore è necessario uno specifico esame del sangue
Cosa dicono le nuove linee guida del 2026?
Secondo le raccomandazioni americane, la lipoproteina(a) dovrebbe essere misurata almeno una volta durante l’età adulta, per contribuire a identificare le persone con un rischio cardiovascolare aumentato.
Le linee guida indicano che valori pari o superiori a 50 mg/dL sono associati a un incremento significativo del rischio cardiovascolare.
Questo non significa che una persona con Lp(a) elevata svilupperà necessariamente una malattia cardiaca. Il risultato deve essere interpretato dal medico insieme agli altri fattori di rischio, come pressione arteriosa, diabete, fumo, colesterolo LDL e familiarità.
Anche le linee guida europee ESC/EAS, aggiornate nel 2025, sottolineano l’utilità di considerare il dosaggio della Lp(a) almeno una volta nella vita adulta.
Chi dovrebbe prestare particolare attenzione?
Conoscere il valore della lipoproteina(a) può essere particolarmente utile in presenza di:
- Familiari che hanno avuto infarti o altri eventi cardiovascolari in giovane età.
- Storia personale di malattie cardiovascolari premature.
- Ipercolesterolemia familiare.
- Necessità di definire con maggiore precisione il rischio cardiovascolare individuale.
Poiché la Lp(a) è determinata soprattutto geneticamente, alimentazione equilibrata e attività fisica hanno generalmente un effetto limitato sul suo valore. Restano però fondamentali per proteggere la salute del cuore e controllare gli altri fattori di rischio modificabili.
La prevenzione parte dalla conoscenza
Le analisi del sangue rappresentano uno strumento prezioso per conoscere il proprio stato di salute, ma nessun singolo esame può descrivere completamente il rischio cardiovascolare di una persona.
La misurazione della lipoproteina(a) può aggiungere un’informazione utile e aiutare il medico a personalizzare il percorso di prevenzione.
Il messaggio è semplice: un colesterolo nella norma è certamente un dato positivo, ma non è l’unico elemento da considerare per valutare la salute cardiovascolare.
Prendersi cura di sé significa conoscere i propri fattori di rischio, adottare uno stile di vita sano e confrontarsi con il medico sugli accertamenti più appropriati.
Ars Sana – La prevenzione comincia dalla conoscenza.
Fonti scientifiche
American Heart Association e American College of Cardiology, ACC/AHA Issue Updated Guideline for Managing Lipids, Cholesterol, pubblicato il 13 marzo 2026.
Leggi la comunicazione ufficiale dell’American Heart Association
European Society of Cardiology / European Atherosclerosis Society, 2025 Focused Update of the 2019 ESC/EAS Guidelines for the Management of Dyslipidaemias, 29 agosto 2025.
Consulta le linee guida europee
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico. Gli esami e gli eventuali trattamenti devono essere valutati in base alla situazione clinica individuale.



