Un semplice esame del sangue può fotografare il livello degli zuccheri in un preciso momento. Ma come possiamo conoscere il loro andamento nel corso degli ultimi mesi? La risposta arriva dall’emoglobina glicata, un parametro fondamentale nella prevenzione e nel controllo del diabete.
Quando ritiriamo gli esami del sangue, uno dei primi valori che osserviamo è spesso la glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio presente nel sangue.
Ma un risultato nella norma è sufficiente per comprendere come il nostro organismo gestisce gli zuccheri?
Non sempre. Esiste infatti un altro esame, chiamato emoglobina glicata (HbA1c), che permette di ottenere informazioni differenti e complementari.
A richiamare l’attenzione sull’importanza di questo parametro è anche Harvard Health Publishing, la pubblicazione sanitaria della Harvard Medical School, che il 1° gennaio 2026 ha dedicato un approfondimento al ruolo dell’HbA1c nella valutazione del rischio di diabete.
Glicemia ed emoglobina glicata: qual è la differenza?
La distinzione è semplice, ma molto importante.
La glicemia misura la quantità di glucosio presente nel sangue nel momento in cui viene effettuato il prelievo. Il risultato può variare durante la giornata, anche in relazione ai pasti, all’attività fisica e ad altri fattori.
L’emoglobina glicata, invece, fornisce una stima della glicemia media degli ultimi due-tre mesi.
Questo è possibile perché una parte del glucosio presente nel sangue si lega all’emoglobina, una proteina contenuta nei globuli rossi.
Maggiore è stata l’esposizione al glucosio nel tempo, maggiore sarà generalmente la quantità di emoglobina glicata.
Possiamo quindi utilizzare un’immagine molto semplice:
La glicemia è una fotografia del momento. L’emoglobina glicata è una panoramica degli ultimi mesi.
I due esami non sono intercambiabili, ma possono fornire al medico informazioni complementari.
Emoglobina glicata: quali sono i valori di riferimento?
Secondo i criteri dell’American Diabetes Association, per gli adulti non in gravidanza i valori di HbA1c vengono generalmente interpretati come segue:
- Inferiore al 5,7%: valore nella norma.
- Dal 5,7% al 6,4%: intervallo compatibile con una condizione di prediabete.
- Pari o superiore al 6,5%: valore che rientra nei criteri diagnostici del diabete.
È importante ricordare che, in assenza di sintomi inequivocabili, la diagnosi di diabete richiede una conferma attraverso ulteriori accertamenti.
Inoltre, alcune condizioni, tra cui determinate forme di anemia, alterazioni dell’emoglobina, gravidanza e recenti trasfusioni, possono influenzare l’attendibilità del risultato.
L’interpretazione deve quindi essere sempre affidata al medico.
Quando è utile effettuare questi esami?
Glicemia ed emoglobina glicata possono essere utilizzate per individuare alterazioni del metabolismo degli zuccheri e per monitorare le persone con diabete già diagnosticato.
Il medico può considerarne l’esecuzione soprattutto in presenza di fattori di rischio, come familiarità per diabete, sovrappeso, ipertensione o precedenti alterazioni della glicemia.
Un vantaggio pratico dell’emoglobina glicata è che non richiede il digiuno, a differenza della glicemia a digiuno, che viene misurata dopo almeno otto ore senza assumere calorie.
Se nello stesso prelievo sono previsti altri esami, è comunque necessario seguire le indicazioni ricevute per la preparazione.
Perché un solo valore potrebbe non bastare?
Una glicemia nella norma rappresenta un’informazione positiva, ma non esclude automaticamente ogni alterazione del metabolismo degli zuccheri.
Allo stesso modo, l’emoglobina glicata, pur essendo utile per valutare l’andamento medio, non mostra le singole oscillazioni della glicemia e non è attendibile allo stesso modo in tutte le condizioni cliniche.
Per questo motivo, il medico può decidere di utilizzare entrambi gli esami oppure richiedere ulteriori accertamenti, in base alla situazione individuale.
La prevenzione comincia dalla conoscenza
Il diabete di tipo 2 può svilupparsi gradualmente e, soprattutto nelle fasi iniziali, non provocare sintomi evidenti.
Conoscere i propri fattori di rischio, seguire uno stile di vita equilibrato ed effettuare gli accertamenti appropriati rappresenta un importante investimento nella salute.
Non conta soltanto conoscere il valore della glicemia di oggi, ma comprendere anche come il nostro organismo ha gestito gli zuccheri nel tempo.
Il Laboratorio Analisi Ars Sana promuove una cultura della prevenzione fondata sulla consapevolezza, sulla qualità delle analisi cliniche e sull’importanza del confronto con il proprio medico.
Ars Sana – La prevenzione comincia dalla conoscenza.
Fonti scientifiche
Harvard Health Publishing, The best test to measure your diabetes risk, 1° gennaio 2026. Articolo revisionato dal professor David M. Nathan, Harvard Medical School.
American Diabetes Association, Standards of Care in Diabetes—2026, sezione Diagnosis and Classification of Diabetes.
Istituto Superiore di Sanità, ISSalute, Emoglobina glicata (analisi cliniche).
Le informazioni riportate hanno esclusivamente finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. La scelta degli esami e l’interpretazione dei risultati devono tenere conto della storia clinica individuale.



